venerdì 25 gennaio 2008

TAGLIO DI CAPELLI

Soltanto mezz'ora per scrivere un post, in attesa del parrucchiere.
Si dice che quando una donna cambia taglio di capelli significa che avverte l' impellenza di modificare qualcosa nella sua vita o di chiudere con certe situazioni:esattamente quello che voglio in questo momento.


E ad un cambiamento pare destinata anche l'Italia, un po 'donna e un po' bambina, provvisoriamente orfana di un governo che è caduto ieri dopo la fiducia mancata da parte del Senato.
Che sia un taglio di capelli "tecnico", opera del Presidente della Repubblica, o "elettorale", forbici in mano ai cittadini ad Aprile, è ancora tutto da vedere.
Di sicuro lo spettacolo ripreso ieri a Palazzo Madama e trasmesso in diretta su Sky tutto lascia prevedere fuorchè un futuro roseo : il presidente con la campanella in mano quasi fosse il maestro del libro Cuore che cercava senza risultati di contenere un ' innaturale euforia che sprizzava dai banchi del centrodestra ancor prima di sapere i risultati delle votazioni,156 si , 161 no, 1 astenuto. Simbolo dell'espressione di una felicità incontenibile è stata una bottiglia di spumante che si è materializzata in aula all'improvviso, sotto gli occhi sgomenti di Marini.
Noi, che prima della lezione di teatro abbiamo seguito con disgusto quelle immagini, non sappiamo cosa sperare. L'indifferenza sembra la migliore tra le soluzioni.
Ieri sera siamo rimasti a chiacchierare fino a tardi davanti al televisore mentre venivano trasmessi telegiornali e i programmi immancabili come "Porta a Porta" e "Anno Zero" e tutto ci spingeva ad essere menefreghisti nei confronti di quello che era successo: c'era chi si rilassava con un massaggio (della sottoscritta) spaparanzato su una poltrona, chi non vedeva l'ora di correre dal fidanzato, chi fumava silenzioso sul balcone e chi stava abrasato sul divano, rimurginando imbronciato su mille pensieri.
E anche per strada oggi regna la stessa calma apparente che c'era ieri nel mio scalcinato salotto.
Il sole splende , il cielo è terso, c'è traffico ma neanche troppo, i soliti tamponamenti, il muro torto intasato,qualcuno mangia un trancio di pizza mentre corre al lavoro, qualcuno prende la metropolitana e qualcuno...va a tagliarsi i capelli.




martedì 22 gennaio 2008

PER UN GOVERNO CHE CADE A PEZZI C'è UNA VITA CHE NASCE


22 gennaio 2008

BENVENUTO TOMMASO!

Tanti tanti auguri a mamma Netta e papà Cocco nonchè alla nonna Carla e alle 2 zie streghette Francesca e Margherita!
Con affetto , la cuginetta acquisita!

lunedì 21 gennaio 2008

APPUNTAMENTI "INTERNAZIONALI"

Dato che nel precedente post ho parlato di "giornalismo" eccovi la lista completa delle lezioni organizzate dal settimanale di informazione "Internazionale" in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma.

Sono stati invitati a salire sul palco dell' auditorium dal 2 dicembre scorso fino al 21 giugno alcune tra le personalità più brillanti del mondo dell'informazione di tutto il pianeta...



- 2/12/2007 Amira Hass - "Cronache dall'occupazione"
crrispondente da Ramallah del quotidiano israeliano "Ha' aretz"



- 19/01/2008 David Remnick - "La stampa americana nell'era di internet"
direttore del " New Yorker " e vincitore del premio Pulitzer nel 1994

-15/02/2008 Alewandre Stille - "L'Italia vista dagli altri"
professore di giornalismo alla Columbia University

-25/03/2008 Marjane Satrapi - "La storia a fumetti"
autrice di fumetti di origine iraniana, anche regista

-16/04/2008 James Nachtwey - "Il mondo attraverso un obiettivo"
fotoreporter, fotografo di guerra e fondatore dell' agenzia fotografica VII

-14/05/2008 Fred Pearce - "Raccontare la scienza"
consulente ambientale della rivista britannica "New Scientist"

-21/06/2008 Robert Fisk - "Il nostro inviato al fronte"
corrispondente del Medio Oriente per il quotidiano britannico "The Independent"


Per chiunque fosse interessato, aspirante giornalista, appassionato di sapere o semplicemente incuriosito da questo elenco di lezioni vi consiglio di procurarvi i biglietti con il dovuto anticipo poichè vanno a ruba e finiscono rapidamente.

venerdì 18 gennaio 2008

HAPPY BIRTHDAY


...Ebbene si...Domani, 19 gennaio, il mio racconto non-finito compirà un anno..

Infatti esattamente 364 sere fa ero accoccolata davanti al caminetto nella sala da pranzo a casa di una mia amica, fuori Roma, a Sutri, a scrivere il primo abbozzo della "Stanza Rossa", costituito inzialmente soltanto dalle 4 facciate di un foglio protocollo a righe.

Prendeva vita il "Racconto", ( mi permetto la maiuscola a causa della sua "gestazione" molto più complicata del previsto) che dopo un anno non ha ancora trovato una conclusione, e non perchè io non l'abbia scritta..
Il finale c'è, esiste, sulla carta e nella mia mente, ma è come se avessi sviluppato una sorta di blocco psico-fisico ... Approfitterò di questo post per mettere un po' di ordine in questo marasma spazio-temporale, quasi surreale..


Inizialmente esisteva soltanto la storia di 2 personaggi, un uomo e una donna, che come sapete se avete letto qualche post indietro, si chiudono in una stanza la notte di capodanno.

Lui è incerto, lei determinata, l'attrazione magnetica tra loro confinata tra quelle 4 mura li divora. E fin qui tutto a posto.
Quel 19 gennaio di un anno fa lo spunto per l'intera vicenda era già delineato.
Ma mancava qualcosa, o meglio qualcuno.

Tracciando il finale, proprio lì, tra una riga e l'altra, è spuntato un terzo personaggio, una bambina.

Viva, morta, sognata o immaginata dai 2 protagonisti, questo ancora non lo sapevo.

Si è trattato di un'apparizione dal nulla, completamente inaspettata anche per me, quasi la mia penna si fosse mossa automaticamente nel disegnare un fantasma evocato chissà da dove.

Ero soddisfatta di questo terzo elemento che in qualche modo creava scompiglio, ed era destinato a distogliere l'attenzione dal binomio lui-lei "inside the room", avvolgendo un ambiente molto fisico e concreto con un velo onirico impalpabile, eppure sentivo che non avrei potuto accontentarmi di un semplice ruolo marginale per questa bambina.

Una volta nata, avrebbe dovuto avere la possibilità di raccontare anche lei la sua storia, al pari degli altri 2.

Per la descrizione fisica mi sono completamente ispirata a mia sorella, che ha 7 anni, e dunque era perfetta: è ancora in quell'età in cui la speranza di unire fantasia e realtà non è andata perduta.
Per quanto riguarda invece quel che celava questa "creatura" dall'aria trasecolata ho dovuto sforzarmi di viaggiare dentro me stessa e ricordarmi com'ero da piccola, cosa pensavo e come mi comportavo, quello che avevo paura di dire e quali erano i miei sogni.

In questo sono stata aiutata dalla fotografia qui in alto, in cui sembra che io abbia non più di 10 anni.In realtà è stata scattata l'anno scorso, quando di anni ne avevo 21, incredibile vero? Quando l'ho vista mi sono spaventata: non tanto per l'età che dimostro quanto per lo sguardo che è uscito fuori. Ecco, appena l'ho vista ho pensato: quello sguardo racchiude tutto quello che vuole comunicare la bambina del racconto.
E la cosa più incredibile è che la foto risale al natale del 2006, quindi circa un mesetto prima che io iniziassi a scrivere "la Stanza Rossa"... pazzesco, no?

Sono trascorsi mesi, e la bimba pretendeva sempre più spazio.

Da semplice apparizione, è diventata lei il vero asse tematico , lo specchio fedele delle aspirazioni e dei timori del personaggio maschile, che è anche la voce narrante.

è stato divertente scrivere una storia da un punto di vista maschile, ma per niente facile, tanto che a volte temo di avergli conferito una complessità e un'introspezione un po' troppo femminili.

Alla fine la situazione si è capovolta, protagonisti sono diventati lui e la bimba, e il ruolo di contorno è toccato alla donna, figura talmente solida e marcata che non ha assolutamente risentito dello spazio sottrattole, come se si fosse naturalmente messa da parte per lasciar brillare qualcos'altro. Anche questo è un processo che mi ha colto parecchio di sorpresa;

ero partita volendo spiegare in tono scherzoso il motivo per cui tra certe persone nasce un'attrazione e tra certe altre invece no.

Ero partita raccontando un'attrazione fisica, e mi sono ritrovata tra le mani un'attrazione spirituale e mentale.

Altro fatto curioso.
Il semestre scorso ho studiato per un corso di francese un romanzo di Balzac intitolato "il giglio nella valle"(a cui vorrei dedicare un post autonomo).
E non scopro che è la storia di un uomo diviso tra 2 donne, che rappresentano l'una un amore carnale,tutto fisico, l'altra un amore divino,tutto platonico?
Di primo impatto mi sono sentita molto poco originale, tanto più che il mio professore ci ha spiegato che esiste un'intera tradizione letteraria dell' "homme a deux femmes", cioè dell'uomo tra 2 donne, dettaglio che ignoravo completamente.
In seguito poi l'ho preso come un segno del destino, un ulteriore tassello del mosaico che si metteva a posto, soprattutto perchè come avevo già pensato di fare anch'io Balzac uccide la sua Henriette, protagonista indiscussa a tutti gli effetti.

Si anche la mia bimba doveva morire, così come era nata e vissuta facendosi spazio tra le pagine.

E perchè lei, e non la donnna o magari proprio il personaggio maschile?

Credo sia questo che mi abbia tenuta bloccata per molto tempo: sotto sotto mi ero affezionata molto , sbagliando certo, ma non ce la facevo a lasciarla morire.
Alcuni crederanno che sia una cosa stupida, perchè alla fine è lo scrittore che decide il destino dei personaggi che crea e potevo benissimo non ucciderla..

è strano perchè dentro di me sapevo in che direzione dovesse andare il finale ,ma non riuscivo a concretizzarlo..

Ma Balzac mi è venuto in aiuto: era convinto che nonostante la morte la virtù non sparisse mai, e che la sua protagonista avrebbe continuato a vivere nei ricordi e nell'anima di Felix, il giovane legato ad Henriette.

Beh, vale lo stesso per me.

Dopo la morte la bambina paradossalmente sarà ancora più reale, tanto da cambiare la vita del nostro protagonista..!
E PER CHI è ARRIVATO FIN QUI, COME PREMIO, (O PUNIZIONE) UN PICCOLO INEDITO...
"Ci stavamo guardando per la prima volta,ma era come se avessimo camminato su 2 rette parallele fino ad allora.
Vicini,senza mai sfiorarci,inconsciamente consapevoli l’uno dell’altro.
Mi stava guardando per la prima volta,ma come se sapesse in anticipo della mia presenza.
Come se mi stesse aspettando.
Il suo sguardo era teso,teso verso di me,teso verso quello sconosciuto che la stava guardando.
E fu in quell’attimo che compresi di conoscerla da sempre.
Nell’attimo in cui le scattai quella fotografia la capii come da nessuno era mai stata capita,glielo lessi dentro,la capii come non avevo mai capito nessuno,neanche me stesso.
Vidi agitarsi nei suoi occhi porte che sbattevano,braccia che si tendevano nel vuoto,scale salite col fiatone per il timore di non arrivare mai.
Vidi la paura di rimanere da sola ancorarsi a dei sogni infantili che si erano infranti ,vidi il rancore di non poter cambiare il passato,vidi la nostalgia di affetti perduti,l’ostinazione di riportare indietro chi non c’era più;
Vidi il dolore sordo di non voler crescere,vidi l’angoscia di un corpo che cambia,di peli che spuntano,di un sudore che si diventa acre,di sangue che sgorga senza senza un delitto,di ormoni che pretendono ascolto,di lacrime versate senza un perché."

giovedì 17 gennaio 2008

PILLOLE DI ARTE

Apro il giornale davanti ad una tazza di caffè.
Su "City" c'è il pacifico "attentato" alla scalinata di piazza di Spagna,ricoperta di palline colorate , sbattute in prima pagina.
Mi sarebbe piaciuto vederle con i miei occhi;avrebbero rallegrato lo squallore che a volte si impadronisce di questa città,a momenti alterni,come quando anzichè pensare a questioni più importanti si dibatte sulla grande perdita subita per la visita alla Sapienza annullata dal papa, che avrebbe dovuto partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico proprio oggi, 17 gennaio.
I senatori in tv parlano di"odio"contro il Cristianesimo, invece di preoccuparsi dell'odio che cresce contro di loro e contro tutti coloro che sono al potere e sono bravi solo a schierarsi e non ad esprimere un giudizio concreto che sappia di nuovo e non sia aria fritta, un malcontento che cresce insieme ai mucchi di spazzatura che invadono il capoluogo campano.
Su "Repubblica" sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante qualcuno(forse Goffredo Fofi o Domenico Starnone)che a Napoli ha trascorso la propria infanzia scrive:"la criminalità in questa città è diventata una fatalità.Ha il potere delle cose che si conoscono,ma in merito alle quali non c'è nulla da fare."
Nonostante tutto un po' d'Italia sarà rappresentata anche oltreoceano, alla rassegna del cinema indipendente,il Sundance(che si apre oggi a Park City nello Utah e durerà fino al 27 gennaio),grazie alla regia di Anna Negri,che con il suo"Riprendimi" racconta la storia di una troupe che gira un documentario. Film scelto per la sezione World Cinema.
E a proposito di festival cinematografici,come non citare la 58 esima edizione di quello che a Berlino il 7 febbraio sarà inaugurato con la prima mondiale di"Shine of light",film-concerto di Martin Scorsese dedicato ai Rolling Stones, che saranno presenti all'evento.
Parteciperà al festival anche un'altra cantante:Madonna.
Giro pagina.
Devo assolutamente andare a vedere la mostra di Gauguin e quella sulla Pop Art,me lo ripeto fin dalle vacanze di Natale, prima che finiscano rispettivamente il 3 febbraio e il 27 gennaio,l'una al Vittoriano,l'altra alle Scuderie del quirinale, entrambe alla modica cifra di 10 euro, prezzo che mi sembra un tantinello esagerato.
D'altronde sul ruolo dell'arte nell'epoca moderna si interrogava già Balzac nel lontano 1846, con la sua "cugina Betta", tracciando il ritratto di Venceslao Steinbock, artista stanco, pigro che aveva bisogno di lavorare ma anche di distrarsi,e che viveva del suo"talento".
Ma che cos'è il talento in realtà?(si chiede implicitamente l'autore, e spesso anch'io)
All'Ambra Jovinelli invece c'è in scena "l'Istruttoria",atti del processo in morte di Giuseppe Fava di Claudio Fava. Non l'ho ancora visto,ma domani sera faccio la mascherina e vi farò sapere.
Le prime dieci stagioni dei Simpson sono uscite in dvd.
Bart mi guarda con aria furbetta,e sembra domandarmi:" quand'è che sarà inventato un"non-cartone" animato che prenda in giro anche la vostra società?"
La nostra società, si, quella del"Vecchio Continente", che di vecchio non ha solo l'involucro,come dice Ligabue nella sua ultima canzone "Buonanotte all'Italia", quel presepio dal muschio ingiallito che non viene mai smontato.
E a proposito,chissà se anzichè con queste note come ha fatto un paio di mesi fa al Palalottomatica il concerto di quest'estate all'Olimpico,data da definirsi in questi giorni,lo chiuderà con "Leggero",uno dei miei brani preferiti.
Certo è che almeno c'è qualcuno a cui la fantasia e la voglia di fare non mancano: dopo 7 concerti a Roma e 7 a Milano, Liga sembra instancabile e annuncia il"secondo tempo",non solo il seguito del suo cd "best of" ma soprattutto il nuovo tour estivo che si chiamerà"Elle-Elle stadi 2008",dalle iniziali del suo "nome e cognome". Appuntamento imperdibile.

martedì 8 gennaio 2008

UN PUPAZZO DI NEVE TUTTO MIO




Ebbene si,incredibile ma vero,questo Natale mi ha portato perfino il tanto sospirato pupazzo di neve..i regali più belli di questo 2008 che ha avuto un grandioso ingresso nel calendario sono stati:

-il mio soprannome scolpito con lettere in legno e dipinto di rosa su un "segnaporta" a forma di gatto(che soltanto la pazienza di Fenny poteva realizzare)
-una vestaglia-kimono che sembra uscita da un film di almodovar con relativo ventaglio connesso
-il libro di Carlos Ruiz Zafòn"all'ombra del vento"ambientato in una delle città che mi piacciono di più,Barcellona
-una tazza spagnola con i baffi di Dalì disegnati sopra,imperdibile per la mia collezione
-il dvd del mio film preferito di Verdone,"Maledetto il giorno che t'ho incontrato(Princi,da quest'anno dobbiamo applicarci ad essere più fantasiosi :-)
-un profumo a forma di cuore
-una collana di pietre rosse,da parte di mia sorella
-un vasetto di marmellata di mele cotogne
-la biografia di Artemisia,la prima pittrice donna
-2 agende Moleskin,una grande e nera,l'altra piccola e rossa
-il cofanetto col cd e dvd del tour di Elisa "soundtrack '96-2006"
-un paio di guanti lunghi e neri alla catwoman
-deliziosi orecchini di madreperla bianchi
-il mio primo Natale con tutta tutta la mia famiglia,parenti di sangue,acquisiti, annessi e connessi
-il capodanno migliore della mia vita trascorso con persone che per me contano davvero
-il mio primo bacio di mezzanotte sotto il vischio, anche se il vischio non c'era
-e dulcis in fundo una foto ultraspeciale scattata da un fotografo d'eccezione,ingrandita e incorniciata

...e ovviamente un pupazzo di neve tutto mio..finalmente!(grazie ad un pulcino piumoso e premuroso che ha realizzato il mio desiderio,ehi ma non ero io la fatina del gruppo?)

venerdì 4 gennaio 2008

LA STANZA ROSSA...1 ANNO DOPO!


Per inaugurare il nuovo anno ecco l'inizio del mio proposito numero 1 del 2008,
l' ormai"leggendario"racconto..con la speranza di finirlo prima del 2009!

Vi copio qui il primo blocco,la prima scena,che è quella maggiormente visiva e meno onirica,che dà anche il nome al racconto.

Il titolo sarà, salvo ripensamenti dell'ultimo momento, "la stanza rossa".

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a persone e luoghi realmente esistenti è da considerarsi PURAMENTE CASUALE.


"Mi trascinò dentro e si richiuse la porta alle spalle.

La chiave girò nella toppa e chissà come sparì: ero in trappola.
Mi guardò in silenzio.
Aveva gli occhi fiammeggianti, come li ha soltanto una donna quando prende una decisione;

i capelli spettinati le ricadevano scomposti sulle guance arrossate dall’alcool, la sua bocca era scura, sporca di vino, le sue labbra così vicine emanavano un calore intenso, che quasi mi scottava.

"Non dobbiamo,non possiamo”biascicai io, appoggiandomi alla porta.

Quel bicchiere di troppo stava facendo il suo effetto, ed era quello che lei voleva, lo sapevo bene.
“Invece si”- non si prese neanche la briga di guardarmi in faccia mentre lo diceva.
Mi scaraventò sul letto, uno di quei letti antichi che appartenevano a quella casa di campagna da chissà quanti anni, alto, massiccio, coperto di cuscini che odoravano di umidità.

Ero disteso di traverso sul materasso e lei seduta sopra di me.

Iniziò a slacciarmi i bottoni della camicia viola di stoffa lucida( tipo taffettà ma che taffettà non era), che poco prima mi aveva macchiato di birra, la sua compagna più affezionata.
Provai a bloccarla…inutile, si stava già facendo largo sotto la cintura,allentata magiacamente;le sue dita ora scivolavano giù, impazienti, lungo la cerniera dei pantaloni.

Non avrei potuto opporre resistenza, si muovevano decise, sorprendentemente agili, di un’abilità che mai mi sarei aspettato; i jeans obbedienti rispondevano al loro comando, come un cagnolino che riporta l’osso al padrone, così si accartocciarono fino alle mie caviglie.
Ero impotente di fronte a tanta determinazione!
Mi ricordava la fame di un animale che si risveglia dal letargo dopo un inverno trascorso digiuno. Stavo rabbrividendo lungo tutte le terminazioni nervose e lei lo sapeva bene.
Mi erano rimasti soltanto i boxer rossi addosso, anche se di solito era mia abitudine portare gli slip perché li trovavo più comodi, ma era la notte di capodanno e le tradizioni andavano rispettate.
In verità non ci credevo affatto a quelle squallide superstizioni, mi incollavano addosso un senso di tristezza sconfinata che mi accompagnava fino alla mattina del giorno dopo, iniziando così l’anno nuovo di pessimo umore.
Ma non era tristezza quella che mi pervadeva in quel momento:
ero in attesa,tutto il mio corpo la stava aspettando, era teso, teso verso di lei, verso il piacere che di lì a poco mi avrebbe procurato."
Per il seguito al prossimo post..ringrazio le persone che hanno contribuito ad ispirare questa prima puntata,senza le quali non sarebbe mai nato questo racconto.A distanza di un anno mi viene (quasi)da sorridere.